SUSAN KAMMERER

LOVE LETTERS

___english texts_____
SHADOWS

___photographsphs______
WALLS

 ____collages & paintings____
DESIGN


artist
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Riprendere conoscenza/Coming to my senses   Fotografie - 2004-2007

lunapark associazione culturale via trebbia 1 roma / 19 - 30 aprile 2007

Tre impressioni e tre domande di Paola Ferraris

Questa mostra, anche di fotografie, è composta  da ben tre parti distinte: i sampietrini con ombre e luci "pittoriche"; le scritte sui muri che sembrano a prima vista un reportage sociologico; i "mesi" che si presentano come elaborazioni visuali che cancellano gli oggetti.

1 - Ma questa impressione non sarà anch'essa un errore?

Allora tutto si tiene: in ognuno dei casi hai cercato e trovato, ovvero scoperto dei materiali. Qualche volta, anche se non sempre, sono il prodotto di errori.

2 - Ma come hai deciso quali conservare?

Nei "Vecchi sampietrini & cavalli moderni" sembra di vedere teste umane, deformate dalla proiezione al suolo; nelle precedenti litografie, che sono presentate sul tuo sito, appaiono fantasmi di corpi angolosi; nelle "Love Letters" si comincia col leggere le scritte ma poi ci si va a fissare su particolari di materia e di sfondo.

3 - Per finire, e a rischio di sbagliarmi ancora: scegli le immagini come stimoli visivi aperti agli errori e al gioco?

Presentazione della mostra e delle risposte di Susan Kammerer

Il carattere ludico di queste opere scaturisce da quella gioia, intesa come allegria infantile, che provo quando scopro, realizzo e scelgo rapporti visivi che agiscono reciprocamente, quasi malgrado l'ovvia disparità fra i soggetti; immagini sfocate a rappresentare qualcosa di così organizzato come un calendario, dure pietre da selciato e ombre morbide o sudice strade cittadine e parole d'Amore, giocando sui contrasti. Il formato “serie” crea un'interazione tra i vari elementi, dando vita a una forma di comunicazione/dialogo tra l'osservatore, le opere e le mie intenzioni.

La presentazione di situazioni/oggetti visivi apparentemente privi di legami tra loro favorisce la scoperta di ogni minima somiglianza o relazione, imponendo la comprensione visiva. Questa limitazione dell'oggetto fa sì che in ogni serie le immagini operino come un intero, e che l'attenzione o l'esame critico siano portate a conferire a ogni singolo elemento un'importanza e una monumentalità che non avrebbero se osservati nella loro quotidianità reale.

Le tre diverse sezioni dell'esposizione corrispondono ad altrettanti “modi” in cui io guardo il mondo che mi circonda, e indicano la ricerca di un ordine personale, vale a dire, definiscono i limiti entro i quali posso esprimermi, capire me stessa e fissare i miei obiettivi.

Serie dopo serie - errori, ombre e ora fotografie di parole - sono costretta ad affrontare gli strati, le superfici e i messaggi della realtà, attraverso il super-realismo dell'obiettivo,

È molto interessante per me vedere queste tre serie esposte insieme nello stesso spazio. Ciò mi consente di constatare fino a che punto si oppongano l'una all'altra e di capire quanto quest'elemento ludico sia fondamentale e costante nelle mie opere. Amo le relazioni che si creano logicamente (o illogicamente) guardando immagini collegate, e l'osservatore è incoraggiato a cercare in esse le sue somiglianze, le sue differenze e i suoi significati.

“La creazione di qualcosa di nuovo non é compiuta dall'intelletto, ma dall'istinto al gioco che viene mosso da una necessità interiore. La mente creativa gioca con gli oggetti che ama." Carl Gustav Jung